di Emily Capozucca
Aumenti fino al 24% dei prodotti finiti. Il caso Lindt: Il colosso svizzero Lindt nei primi sei mesi del 2026 ha rincarato i listini dell’11,8%
Chi sperava che il progressivo calo dei prezzi del cacao potesse portare sugli scaffali prodotti al cioccolato più economici rischia di rimanere con l’amaro in bocca. Il prezzo del cacao, in effetti, è sceso ma quello del cioccolato continua a correre.
A fine 2024 il cacao aveva raggiunto quotazioni record, arrivando a sfiorare i 12 mila dollari a tonnellata. Un aumento innescato da eventi climatici, in particolare in Costa d’Avorio e Ghana (che insieme controllano oltre il 60% dell’offerta globale), ai quali si sono intrecciati forti fenomeni speculativi e problemi strutturali della filiera. Da allora, però, il mercato ha invertito la rotta. A metà 2025, grazie al calo della domanda di cacao puro per l’eccessivo costo, a un meteo più favorevole e alla fuga degli speculatori che in massa hanno venduto i loro contratti, i prezzi hanno iniziato a scendere. Venerdì scorso i mercati dei futures sul cacao hanno chiuso intorno a 5.453 dollari a tonnellata. Tuttavia i prezzi dei prodotti finiti subiscono la pressione dei costi di energia e




