
Su strada, devo ammettere che ho preferito la iX5 60 alla sorella a benzina e vado a spiegare il perché: il livello di confort globale garantito da quest’ultima generazione di X5, sul modello a batteria è ancora più elevato, grazie alle intrinseche doti di fluidità di questo genere di propulsione. A questo aggiungo, banalmente, la reattività superiore del powertrain alla luce della maggior potenza e spinta dei due motori elettrici (lo 0-100 si chiude in 4,6 secondi). Non ultimo, a livello di handling, la iX5 è paradossalmente meglio sebbene pesi molto di più (ben 2.900 chili…), per una miglior distribuzione della massa stessa (il baricentro è giocoforza più basso), ma soprattutto per la presenza del livello superiore dell’Adaptive Chassis Control, che alle molle pneumatiche aggiunge anche le barre antirollio attive comandate da due motorini a 48 volt. Come nel caso di altri oggetti simili, drammaticamente pesanti ma tecnicamente sofisticati (mi viene in mente la Porsche Cayenne Electric, per esempio), l’enorme massa viene così efficacemente smorzata grazie ai ridotti movimenti del corpo vettura, che fanno apparire quell’infinità di quintali di ferro molti meno di quanto siano effettivamente.




