
di Andrea Nicastro
Verifiche a campione sul 10% dei passeggeri. Fermata una donna senza carta d’identità
DAL NOSTRO INVIATO
AEROPORTO EL PRAT (BARCELLONA) – Quindi eccoci qua, noi vittime collaterali della guerra tra Sánchez e Meloni: bloccati in un finger rovente sotto il sole di Barcellona. Noi che pensavamo alla spiaggia, alle Ramblas, alla movida ci ritroviamo imprigionati da quattro Guardias Civiles che non sanno aprire la porta a vetri. Ci vorrebbe una hostess, ma non sono ancora state mobilitate per questa ritorsione che sa molto di politica e poco di necessità. Un inserviente ferma per un attimo il suo carrello carico di secchi e scope. «Un altro aereo dall’Italia?». Sembra di sentire l’ahi ahi ahi di una vecchia pubblicità.
Aeroporto Josep Tarradellas Barcellona-El Prat, il secondo più trafficato di Spagna dopo Madrid-Barajas: un attimo fa eravamo al fresco sull’aereo, coccolati e rispettati come clienti di serie A, e ora siamo senza aria condizionata con le quattro divise davanti a bloccare la nostra meritata vacanza senza spiegazioni. Cittadini di serie B.
Le ipotesi
«Avranno avuto una segnalazione», azzarda uno che ha visto troppi film d’azione, droga, armi, 007. «Sarà per quella storia di Ceuta», ci azzecca un




