Nel 1996 la birra artigianale italiana era ancora un territorio quasi tutto da esplorare. A Milano apriva il pub Adelchi e lì venivano prodotte le prime birre di quello che sarebbe diventato il Birrificio Lambrate. Trent’anni dopo, mentre si prepara a festeggiare l’anniversario, il birrificio guarda a un mercato che allora sarebbe stato difficile immaginare: quello delle analcoliche. «La richiesta è forte, soprattutto dall’estero» racconta Giampaolo Sangiorgi, uno dei fondatori. Lambrate ne sta producendo due e, per farlo, ha scelto di investire in un impianto dedicato. Il punto non era semplicemente togliere l’alcol, ma cercare di conservare il più possibile il gusto di una birra tradizionale.
Lambrate festeggia 30 anni e punta sulle birre senza alcol Come nascono le birre analcoliche di Lambrate
La differenza sta nel procedimento. Per ottenere birre a contenuto alcolico molto basso si può intervenire sulla fermentazione, limitandola o utilizzando lieviti specifici. Lambrate ha imboccato un’altra strada: la birra viene prodotta normalmente e solo successivamente dealcolizzata. Una scelta che ha richiesto un investimento importante. Già nel 2025 Sangiorgi aveva parlato di circa 300mila euro destinati a un dealcolatore e a un pastorizzatore. Con il primo




