
L’ex schermitrice sarà una presenza costante dentro il mondo Nazionale prima, durante e dopo le partite: la sua entrata segna una vera e propria “rivoluzione culturale”
Un ruolo non banale, un’investitura che può metterti al centro del gioco. Fare il Capo Delegazione della Nazionale vuol dire rappresentare il Presidente federale in ogni squadra azzurra e farlo in ogni occasione in cui la squadra azzurra è chiamata a decidere il proprio destino. Diana Bianchedi segna una svolta o, meglio, una “rivoluzione” culturale sul tema perché sarà lei ad essere il volto dell’Italia dei grandi quando i grandi si mettono in moto: compiti di rappresentanza come già detto, ma anche compiti che si spingono fino al trasmettere e a promuovere l’identità e la storia della maglia azzurra. Un ruolo dinamico, molto: una presenza costante dentro il mondo Nazionale prima, durante e dopo le partite. Il Capo Delegazione deve anche far rispettare le norme di comportamento e i principi previsti nello Statuto Federale. La Bianchedi entra in un pianeta tutto da scoprire perché, come ha raccontato alla Gazzetta il presidente della Figc Giovanni Malagò, “il calcio deve uscire dal suo isolamento… la sua nomina può rappresentare l’anello di congiunzione con lo sport a




