
di Paolo Valentino
La capitale tedesca nella Storia fra tragedia e continua reinvenzione
La città che corre sempre si è fermata. Eternamente lacerata tra una storia tragica e una continua reinvenzione, Berlino subisce smarrita l’attacco mortifero a uno dei pezzi più riconoscibili e orgogliosi di una complessa identità. L’attentato islamista del Tiergarten è un colpo gravissimo al corpo e all’anima della capitale tedesca.
In pochi altri posti al mondo, il Christopher Street Day Pride ha il significato e il valore rituale che possiede a Berlino, dove almeno 1 milione di persone festeggiano ogni anno la comunità Lgbtq+.
Fu sulle rive della Sprea che nel 1897 il medico Magnus Hirschfeld fondò la prima organizzazione per la difesa dei diritti gay. Nella Repubblica di Weimar, Berlino divenne il cuore della scena mondiale di omosessuali e lesbiche, che animarono una vibrante vita culturale, prima che l’avvento del nazismo distruggesse tutto, condannandoli a una persecuzione sterminatrice seconda solo all’Olocausto degli ebrei.
Eppure, nonostante la discriminazione continuasse anche nel Dopoguerra, specie nella Ddr comunista, il genius loci della comunità gay è riemerso fiero dopo la riunificazione del 1990: club, locali, centri sociali, teatri, attivismo politico. «Ich bin schwul und das




