di Danilo Taino
L’inflazione potrebbe salire molto. Per ora i governatori aspettano dati più precisi, ma i mercati si preparano alla rivoluzione promessa dal successore di Jerome Powell: meno liquidità, tassi bassi e rispetto del doppio mandato
Beh, alla fine, tra non molto, un regime change forse lo avremo. E che cambio di regime: alla Federal Reserve, la banca centrale americana, la più potente e influente del mondo, quella che quando zoppica i mercati crollano. Lo promette Kevin Warsh, il quale il prossimo 15 maggio prenderà il posto del presidente in carica dell’istituzione, Jerome Powell. È stato lo stesso Warsh a sostenere che la Fed necessita di un cambiamento radicale: per come misura l’inflazione, per come gestisce la massa monetaria in circolazione, nel processo che determina i tassi d’interesse e anche nelle cose di cui si occupa (e a suo parere non dovrebbe) oltre alla stretta politica monetaria. In una fase di cambiamenti epocali, geopolitici e tecnologici, anche le banche centrali devono cambiare — è la sua teoria. In una fase di cambiamenti epocali, la Fed dovrebbe invece essere un’àncora di stabilità — dicono i suoi critici. I mesi e gli anni in arrivo diranno se avrà avuto




