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Appendino apre al Pd e al Campo largo ma resta il «veto» sul sindaco di Torino

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di Simona De Ciero

Sul piano nazionale le nozze con i dem, dopo la primarie, sono possibili mentre nel capoluogo l’ex sindaca e i sodali del M5s sembrano insistere sul no a Lo Russo

L’apertura di Chiara Appendino al Pd si ferma a Torino davanti alla richiesta di discontinuità: «Il punto è politico», avverte l’ex sindaca. E il 3 ottobre il M5S sarà alla marcia da Sant’Ambrogio ad Avigliana contro la nuova tratta Avigliana-Orbassano della Tav. Ci sarà anche Appendino, che ha sottoscritto l’adesione. L’opera resta, infatti, uno dei terreni di maggior divisione con i dem, favorevoli pur con posizioni diverse tra gli amministratori della Valle. Nell’intervista del 26 settembre al Corriere della Sera, Appendino si dice fiduciosa sulla possibilità di una sintesi nazionale con il Pd. Su Torino, però, chiede un cambio di passo.

Discontinuità

Oggi non aggiunge commenti: l’intesa nazionale non comporta un sostegno automatico al bis di Stefano Lo Russo. Posizioni note, visto che già un anno fa, alla Festa dell’Unità in salsa sabauda, aveva indicato nella discontinuità la base per costruire un’alternativa. Una richiesta che, secondo le ricostruzioni delle riunioni interne, prevale nettamente nel Movimento. Il problema è anche elettorale: l’appello a battere le

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