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App che favoriscono il sonno, in quali casi sono utili?

di Luigi Ferini Strambi

Possono essere un’opzione non costosa per coloro che non vogliono o non possono accedere alle forme più tradizionali di terapie non farmacologiche

Da alcuni mesi dormo male e ho frequenti risvegli notturni. Un’app per migliorare il sonno mi aiuterebbe?

Risponde Luigi Ferini Strambi, direttore Centro di Medicina del Sonno, Ospedale San Raffaele Turro, Milano (VAI AL FORUM)

Sicuramente l’utilizzo della tecnologia nelle ore serali può comportare effetti negativi sul nostro sonno: basti pensare all’emissione della luce che inganna il nostro ritmo circadiano, inibendo il rilascio della melatonina, oppure all’utilizzo fino a tardi di telefonino o computer che tengono stimolati i nostri centri della veglia, impedendo lo scivolamento nel sonno. Tuttavia negli ultimi anni sono state commercializzate diverse app con lo scopo di facilitare l’addormentamento e migliorare il sonno. Spesso utilizzano suoni (della natura), voci rilassanti o anche meditazioni guidate per ridurre quello stato di «iperarousal» che impedisce lo spegnimento dei centri della veglia. Alcune app si basano sui principi della terapia cognitivo-comportamentale (cognitive behavioral therapy, CBT), considerata trattamento di prima scelta nell’insonnia.

La qualità delle ricerche

Recentemente sono stati pubblicati diversi studi che hanno verificato l’efficacia di queste applicazioni. Una ricerca condotta su

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