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Anni di studi, scienziati e università per il prato perfetto: ma i big bocciano i campi del Mondiale

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Gli specialisti americani hanno cercato la soluzione per avere un terreno di gioco uguale in tutte le sedi del torneo. Eppure le critiche non sono mancate

Il Mondiale è sotto ai tacchi. Tra virtù e contraddizioni, poggia proprio lì, sull’erba di Stati Uniti, Canada e Messico: non farà saltare di gioia tutti, ma è figlia di uno dei più grandi esperimenti agronomici e logistici mai tentati nello sport professionistico. La Fifa lavora, infatti, da anni all’impresa in stile Jurassic Park, ma era ardito poter pensare, come da proposito iniziale, che il pallone rimbalzasse davvero nella stessa identica maniera a Seattle, Los Angeles, Dallas, Città del Messico o Vancouver nonostante altitudini, temperature, umidità e stadi completamente diversi tra loro. Lo hanno notato alcuni big, che non si sono morsi la lingua sul tema, Rabiot e Vinicius su tutti. Ma adesso, mentre si fa sul serio in campo, l’erba dei tre vicini americani dovrà essere più verde. 

jurassic park—  

Lo hanno chiamato “Pitch Project”, è stato sviluppato assieme ai ricercatori della University of Tennessee e della Michigan State University, due dei principali centri mondiali di ricerca sui tappeti erbosi sportivi. Per anni gli specialisti americani hanno studiato miscele di sementi, drenaggio,

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