
La Giunta dell’Associazione nazionale magistrati: «Da parte di chi ricopre incarichi istituzionali servirebbe maggiore responsabilità e cura nell’utilizzo delle parole»
La Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati ha denunciato «le minacce, gli insulti e i messaggi di odio» arrivati in seguito alla sentenza del caso Roggero: «Un clima in cui vengono attaccati per il solo fatto di aver applicato la legge dello Stato sull’omicidio e sulla legittima difesa. Siamo al fianco dei colleghi piemontesi che hanno emesso le sentenze di primo e secondo grado, così come di quelli della Corte di cassazione che le hanno confermate».
«Ribadiamo che, da parte di chi ricopre incarichi istituzionali – sostiene l’Anm – servirebbe maggiore responsabilità e cura nell’utilizzo delle parole. Il clima che si crea nei confronti di chi applica la legge dovrebbe essere differente».
«La critica è legittima – prosegue la Giunta -, ma alimentare una narrazione che individui nei magistrati il bersaglio da colpire significa contribuire a un clima che può degenerare in odio e intimidazione. Un clima di pesante delegittimazione denunciato anche nel recente report della Commissione europea. Ci auguriamo per il futuro maggiore attenzione a tutela delle stesse fondamenta dallo Stato di diritto».
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