Un solo trottatore italiano (Mistero nel 1947) aveva vinto la corsa regina del trotto. Poi nel 2000 arrivò il Capitano: tre sfide, due vittorie che entrarono nella leggenda
Giornalista
18 agosto – 14:23 – MILANO
Prima c’era solo il 1947: Vincennes trasformato in un deposito bellico e Mistero sbancò l’Amérique a Enghien con Romolo Ossani. Un cenno merita l’ immensa sfortuna di Tornese: terzo nel 1959, secondo nelle edizioni successive e quinto nel 1962, quando gioimmo per la vittoria di Walter Baroncini e della sua francese Newstar. Un calvario, spesso neanche la soddisfazione di una presenza. Salvo rare eccezioni, ecco l’ amaro destino dei trottatori indigeni nella “course des italiens”, divenuta tale per merito di americani e francesi che i nostri uomini acquistarono e spedirono nell’inferno di Vincennes, tornandosene a casa per 10 volte con le tasche piene e il trofeo del vincitore da piazzare in bacheca. Prima. Poi…
la prima volta, che rabbia—
“E voi volete vincere l’Amérique con questo cavallo?”. Nel dicembre del 1999 Varenne approda a Parigi tra indifferenza e lo scetticismo dei pochi che si prendono la briga di seguirlo




