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Ancora cassa integrazione a Mirafiori. Dai selfie con Tavares alle sfogliatelle di Filosa, la fabbrica Fiat e cinque anni di false «ripartenze»

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di Christian Benna

I modelli Maserati sono stati tutti dirottati a Modena e la Leapmotor made in China avrà un impianto in Spagna. I sindacati chiedono un nuovo modello, ma per ora c’è solo il restyling della 500 elettrica in versione low cost

«Torino ha le carte giuste per avere un ruolo attivo nel settore auto del futuro. Qui produrremo le vetture ecologiche previste nel nostro piano da 5 miliardi». Parole di John Elkann quando nel 2019 da presidente di Fca annunciò agli industriali metalmeccanici torinesi il lancio della Fiat 500 elettrica a Mirafiori, in pratica il calcio d’inizio in Italia della rivoluzione della mobilità green. Tanti applausi degli imprenditori riuniti al Mauto, ma anche molte sopracciglia inarcate all’insù, con qualcuno che azzardava perfino una stima che sapeva di condanna al serbatoio vuoto: «Se ne fanno 30 mila l’anno sarà un miracolo». 

Oggi tra Mirafiori e dintorni, nel giorno del ritorno inesorabile della cassa integrazione, «si producono più ore di Cig che auto», è la sentenza di Giorgio Airaudo della Cgil, si racconta che probabilmente la 500 elettrica è arrivata troppo presto e la sua versione ibrida forse troppo tardi. Tant’è che Mirafiori è rimasta fuori tempo,

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