Il Diavolo che verrà con il tecnico portoghese: dal modulo ai giocatori ideali per il nuovo sistema. Ma la questione Rafa resta ancora da risolvere
Giornalista
16 giugno – 07:35 – MILANO
Difensori centrali bravi a impostare (tradotto: piedi buoni), esterni aggressivi, trequartisti abili nei mezzi spazi, centravanti di spessore (anche in senso fisico) valido nel cercare e dare profondità. Parole chiave collettive: intensità, verticalità, pressione. Il 3-4-2-1 di Ruben Amorim si può liofilizzare in questi concetti di massima. Assieme al 3-4-3 è il suo sistema di riferimento e lui è conosciuto per essere un allenatore piuttosto integralista e coerente con le sue idee: si può ovviamente variare in corso d’opera, ma sempre nell’ambito di questi modelli. Il suo è un calcio offensivo, proprio come Cardinale aveva detto di volere dopo il licenziamento di Allegri. La filosofia è quella classica degli allenatori della sua generazione: si inizia a difendere nella metà campo altrui, correndo in avanti e non scappando. La stella polare da non abbandonare mai è il recupero palla più veloce possibile. Diciamo che rispetto al 3-5-2 di Allegri, in termini concettuali il




