di Giuliana Ferraino
Amazon continuerà a utilizzare i processori Nvidia pagando un canone, ma così libera risorse per un piano di investimenti da 220 miliardi. La corsa ai data center aggiunge pressione ai titoli di Stato. Il caso Tencent-Oracle
La corsa all’intelligenza artificiale cambia modello finanziario. Dopo avere investito direttamente centinaia di miliardi di dollari in chip e data center, anche i giganti tecnologici cominciano a trasferire una parte del conto agli investitori. Amazon sta lavorando al passaggio di circa 8 miliardi di dollari di processori Nvidia a un veicolo esterno, che raccoglierebbe denaro sul mercato e riaffitterebbe le apparecchiature al gruppo. L’operazione è ancora in preparazione. Ma mostra che persino una delle società con maggiore capacità finanziaria al mondo non intende più sostenere interamente con risorse proprie il costo dell’AI.
Il progetto riguarda processori Nvidia Grace Blackwell già installati in oltre dodici data center distribuiti in cinque Stati americani, tra cui Nevada e Virginia. Secondo il Financial Times, i chip, acquistati o presi in leasing da Amazon, verrebbero trasferiti a una società veicolo finanziata soprattutto attraverso il debito. Amazon potrebbe sottoscrivere fino al 10% del capitale e continuerebbe a utilizzare le apparecchiature pagando un canone.




