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Albert Adrià: «Un’altra rivoluzione è lontana ma l’alta cucina non morirà mai». Salvatore Bianco: «Roma a tavola è esigente»

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di Natalia Distefano

Lo chef catalano, artefice della più radicale rivoluzione gastronomica degli ultimi trent’anni nel ristorante elBulli, il 16 ottobre per la prima volta cucina nella Capitale insieme allo chef stellato de La Terrazza all’Hotel Eden

Ha passato una vita a inventare sapori, scomporre ingredienti, sovvertire le regole della cucina. A dimostrare che un’oliva può non essere un’oliva, che un sapore può avere una forma inattesa e che mangiare può diventare un’esperienza capace di ingannare i sensi. Poi, appena atterrato a Roma, lo chef Albert Adrià si è emozionato mangiando gli spaghetti al pomodoro di Salvatore Bianco, chef de La Terrazza all’Hotel Eden (1 stella Michelin). «Dopo aver assaggiato centinaia di piatti di spaghetti al pomodoro, Salvatore mi ha emozionato con un piatto da ricordare. Ammiro chi riesce a portare la tradizione nel contemporaneo e chi fa sul serio “cucina di mercato”».
Albert Adrià, artefice con il fratello Ferran della più radicale rivoluzione gastronomica degli ultimi trent’anni nel ristorante spagnolo (tre stelle Michelin) elBulli — nominato cinque volte il migliore del mondo, chiuso nel 2011 e oggi diventato una Fondazione museo — arriva per la prima volta in città non da turista ma per mettersi ai fornelli. Ospite di

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