Arriva il Gaokao! Il terrore degli studenti cinesi, e al tempo stesso il terreno ideale per le frodi più sofisticate. Ogni anno, all’inizio di giugno, la Cina si ferma. Non per una festività nazionale, non per una parata militare, ma per un esame. Si chiama Gaokao, letteralmente “esame superiore”, ed è il concorso nazionale di ammissione all’università. Quest’anno prenderanno posto sui banchi 12,9 milioni di studenti. Sono meno dei 13,35 milioni dell’anno scorso, perché denatalità e decrescita demografica lasciano tracce ben visibili. Restano una massa umana impressionante: una popolazione equivalente a quella di un intero Paese europeo di medie dimensioni.
Per capire il significato del Gaokao bisogna comprendere il ruolo che l’istruzione ha nella cultura cinese. Per molte famiglie questo esame rappresenta il momento decisivo della vita di un figlio, e anche il test cruciale sulla validità dell’educazione che i genitori gli hanno dato, gli investimenti che hanno fatto su di lei o lui. Nessun’altra prova scolastica, in nessun’altra grande nazione industrializzata, concentra una tale quantità di aspettative, ansie e speranze.
Il Gaokao è spesso descritto come il moderno erede degli esami imperiali che per oltre mille anni selezionavano la classe dirigente dell’Impero. Nella tradizione confuciana il merito




