
di Serena Palumbo
Tra le condizioni richieste per l’appartenenza al corpo figura la «disponibilità incondizionata e irrevocabile» a procedere alla soppressione di animali
La vicenda di due agenti della polizia provinciale che sarebbero stati esclusi da concorsi pubblici a causa di un requisito previsto nei bandi arriva in Parlamento. Tra le condizioni richieste per l’appartenenza al corpo figura infatti la «disponibilità incondizionata e irrevocabile» a procedere alla soppressione di animali. Sul caso è intervenuta la deputata Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, che ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno. Brambilla chiede di sapere quali iniziative il governo intenda assumere affinché, anche nelle procedure di selezione del personale, siano garantiti i principi costituzionali di imparzialità della pubblica amministrazione e di non discriminazione.
Al centro dell’interrogazione c’è il caso, riportato da Il Manifesto, di due agenti che sarebbero stati esclusi da concorsi banditi da sette province del Nord Italia: Cuneo, Mantova, Belluno, Venezia, Vicenza, Treviso e Rimini. Nei relativi bandi sarebbe stata prevista, tra i requisiti per l’appartenenza al corpo, la «disponibilità incondizionata e irrevocabile» a procedere alla soppressione di animali. «I due agenti sono obiettori e affermano di aver subito mobbing e




