Carovita, quali cure funzionano e quali sono già state bocciate dalla storia? Martedì gli americani votano per le elezioni di metà mandato, e la parola che domina questa campagna è “affordability“. In italiano suona burocratica, qui è diventata un’ossessione: quanto costa l’affitto, la spesa al supermercato, la bolletta elettrica, l’assicurazione dell’auto. Due anni fa Donald Trump vinse promettendo di far scendere i prezzi “dal primo giorno”; oggi sono i democratici a cavalcare la rabbia dei consumatori, e quasi tutti danno per scontata una loro avanzata. Ma che cosa potrebbe davvero cambiare? La guerra nel Golfo ha riportato il petrolio sopra i cento dollari, la Banca centrale europea ha ricominciato ad alzare i tassi, le bollette risalgono anche da noi. La domanda è la stessa su entrambe le sponde dell’Atlantico: esiste una cura seria per il carovita, o dobbiamo accontentarci degli slogan elettorali?
Il primo passo è una distinzione che i politici si guardano bene dal fare. Un conto è l’inflazione, cioè la velocità con cui salgono i prezzi. Un altro conto è il livello dei prezzi, cioè quanto costa oggi la spesa rispetto al 2019. Gli americani nei sondaggi lo dicono chiaramente: non basta che l’inflazione rallenti, vogliono che i prezzi




