di Claudia Voltattorni
Accolto il ricorso del governo: illegittimo l’obbligo di cambio di destinazione d’uso per le abitazioni destinate agli affitti brevi. La Regione: rilievi tecnici, l’impianto della legge non è stato toccato. FdI: smantellata legge ideologica
Giusto limitare l’overtourism, ma con misure proporzionate e soprattutto solo dove il fenomeno è presente. Con queste motivazioni, la Corte Costituzionale ha bocciato due articoli della legge regionale 10 del 2025 dell’Emilia Romagna sulla «Disciplina degli immobili destinati a locazione breve» accogliendo il ricorso della presidenza del Consiglio che ne contestava la legittimità perché «in contrasto con la tutela della proprietà privata, della libertà d’impresa e della concorrenza». Esultano i gestori di affitti brevi, ma soprattutto il centrodestra che attacca la «legge ideologica della sinistra». Ma dalla Regione assicurano: «Correggeremo gli articoli ma l’impianto generale è corretto».
La sentenza, depositata ieri, ritiene illegittimo l’articolo 4 sul cambio di destinazione d’uso urbanistica che impone – unico caso in Italia – alle abitazioni utilizzate per gli affitti brevi (meno di 30 giorni al mese) il passaggio dalla destinazione residenziale alla nuova categoria turistico-ricettiva «locazione breve», con relativi adeguamenti per tassazione e obblighi. Una norma che però riguarderebbe solo i gestori delle locazioni




