
di Thomas Bendinelli
L’analisi di Cna: Brescia seconda in Lombardia e 17esima sull’intero territorio nazionale. Così salgono gli affitti e scende il potere d’acquisto dei bresciani
A Brescia per pagare l’affitto se ne va quasi uno stipendio su due. Secondo un’elaborazione della Confederazione degli artigiani sui dati dell’Osservatorio del Mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento delle retribuzioni nette tra il 2019 e il 2025, il canone medio assorbe oggi il 43% dello stipendio netto di un lavoratore.
Tradotto in termini concreti, oggi servono oltre cinque mensilità nette di lavoro – 5,2 per l’esattezza – per coprire il costo medio annuo di una locazione. Un dato che colloca il nostro capoluogo al 17esimo posto in Italia e al secondo in Lombardia per incidenza del costo dell’abitare sui redditi da lavoro. Un dato non banale, visto che in Lombardia Brescia è la città più cara alle spalle della sola e ormai carissima Milano (il sindaco Beppe Sala, l’altro gorno a Brescia per un incontro con Emilio Del Bono alla Festa dell’Unità del Parco Castelli non ha caso, parlando proprio di politiche abitative, ha detto che «il problema di Milano non è il costo della vita ma quello della




