INDIETRO NEL TEMPO
Oggi siamo abituati a pretendere che una vettura percorra centinaia di migliaia di chilometri senza battere ciglio, tanto che quando un motore moderno mostra un difetto di progettazione – come nei noti casi dei propulsori con cinghia di distribuzione a bagno d’olio di Stellantis (i PureTech) o Ford – gli automobilisti gridano meritatamente allo scandalo. Ma siamo davvero sicuri che in passato le auto fossero più robuste, come qualcuno sostiene?
Per rispondere a questa domanda, il sito francese Caradisiac ha ripreso i test a lungo termine (da 50.000 a 75.000 km) che la storica rivista d’Oltralpe L’Auto-Journal effettuava negli anni ’70 e ’80. I giornalisti dell’epoca acquistavano le vetture in completo anonimato per evitare trattamenti di favore da parte dei costruttori, le sottoponevano a utilizzi intensivi e poi le smontavano pezzo per pezzo. I risultati emersi da questo archivio storico sono a dir poco sorprendenti e sfatano del tutto il mito della “perfezione retrò”.
Nella foto qui sopra la Renault 5. I CASI CONCRETI: QUANDO I MOTORI SI ROMPEVANO SUBITO
Rileggendo i diari di bordo di quelle prove d’altri tempi, emerge una sfilza di guasti gravi che oggi definiremmo semplicemente inaccettabili:
Renault 5 TL (1972)
Una delle




