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Addio «agrodolce» alla Casa Bianca della portavoce Leavitt. Per i figli o per lo stipendio?

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di Matteo Persivale

La fedelissima di Trump ha annunciato che lascerà l’incarico a fine mese

DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK – A livello previdenziale, il mestiere di capo ufficio stampa della Casa Bianca dovrebbe essere inquadrato come mestiere logorante. Specialmente quando il presidente è Trump.

Lascia anche Karoline Leavitt, fedelissima, arrivata nello staff trumpiano nel 2019 come semplice stagista dell’ufficio posta dove smistava la corrispondenza, tanto brava e di carattere da scalare le posizioni nell’ufficio fino a diventare la scelta naturale per il ruolo più importante quando Trump è tornato alla Casa Bianca. L’ha annunciato il suo (ex, ormai) capo: «Karoline diventerà ora uno dei miei migliori consiglieri esterni, e una voce influente all’interno del partito repubblicano mentre lavoriamo per sfidare la Storia e vincere le elezioni di metà mandato», ha scritto Trump su Truth Social.

Leavitt, oltre alla grinta (a volte anche in eccesso, non sempre celava l’ostilità per l’interlocutore) e alla oggettiva bravura sotto i riflettori della sala stampa, garantiva la cosa più importante di tutte per Trump: fedeltà. Dopo la sconfitta alle presidenziali del 2020, Leavitt è rimasta a Washington, spostandosi al Congresso dove ha lavorato per la deputata repubblicana Elise Stefanik di

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