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Acconto Imu entro il 16 giugno: chi paga, chi è esente e gli sconti da non dimenticare, la guida

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Dalle seconde case ai box auto, dai terreni ai comodati tra genitori e figli: le regole da conoscere prima del versamento

C’è chi ha già preparato il modello F24 e chi, come ogni anno, aspetta l’ultimo momento per capire se l’imposta è davvero dovuta. Una cosa però è certa: il 16 giugno scade il termine per versare l’acconto Imu 2026. Un appuntamento che riguarda proprietari di seconde case, immobili affittati o sfitti, negozi, uffici, capannoni, aree edificabili e, in alcuni casi, anche terreni agricoli.

L’esenzione dell’abitazione principale

La buona notizia è che continua a restare fuori dal perimetro dell’imposta l’abitazione principale, purché non si tratti di un immobile di pregio. Ma dietro questa regola apparentemente semplice si nasconde una casistica molto più ampia, fatta di esenzioni, riduzioni e situazioni particolari che possono alleggerire, talvolta in modo significativo, il conto finale.

L’acconto di giugno e il saldo di dicembre

L’Imu continua a essere versata in due rate. Come detto, la prima scade il 16 giugno e corrisponde, nella maggior parte dei casi, alla metà dell’imposta complessivamente versata nel 2025. Il saldo arriverà invece il 16 dicembre.

Per chi non ha acquistato o venduto immobili negli

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