Home / Economia / A Napoli si lavora un mese in meno rispetto a Milano. Ma non è «bamboccioni vs stacanovisti». La vera causa è la precarietà

A Napoli si lavora un mese in meno rispetto a Milano. Ma non è «bamboccioni vs stacanovisti». La vera causa è la precarietà

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di Paolo Grassi

Secondo la Cgia nella provincia partenopea le aziende private retribuiscono, mediamente, 231 giornate l’anno. Nel capoluogo meneghino il dato sale a circa 259. E ovviamente gli stipendi sono molto più bassi: il 40% in meno

A Napoli, o meglio nell’intera provincia, ogni anno si lavora quasi un mese in meno rispetto a Milano, area che guida la specifica classifica nazionale. Se si vanno ad analizzare le giornate effettivamente retribuite, infatti, la media partenopea si attesta a quota 231,2; nel capoluogo lombardo, di contro, l’indicatore si spinge fino a 258,8 (per una differenza, a favore della provincia meneghina, di 27,6 giorni). 
Il dato appena diffuso dalla Cgia è aggiornato al 2024, ma è assai probabile che la situazione non sia cambiata granché successivamente. E non è finita qui: sempre a Napoli, la paga media quotidiana per i dipendenti delle aziende private si attesta – al lordo – a quota 82,10 euro. A Milano si sale a 137,83: ben 55,73 euro in più al giorno. Un gap del 40% e passa. Mica roba da poco, insomma.

Attenzione, però. Qui non si tratta di stacanovismo settentrionale contro bamboccionismo meridionale, come qualche zelante politico o commentatore potrebbe immaginare (e

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