
di Pietro Gorlani
Creato in una ex cava grazie ai 14 milioni del PNRR, potrà contenere fino a 700 mila metri cubi di acqua piovana o proveniente dalle rogge gonfiate dal maltempo.
Nell’era delle emergenze idriche estive che da anni colpiscono l’agricoltura della Bassa, il bacino d’accumulo realizzato a Calcinato dal Consorzio di Bonifica del Chiese con 14 milioni di fondi Pnrr è un’opera destinata a passare alla storia. L’invaso artificiale a fini irrigui più grande della Lombardia è pronto e attende solo l’ufficialità del taglio del nastro.
Dall’estate 2027 ben 700 mila metri cubi d’acqua (con la possibilità di arrivare a 800 mila mc) saranno immagazzinati in inverno (o nei momenti di piena eccessiva dei corsi d’acqua locali) in una ex cava che avrebbe potuto benissimo essere trasformata nell’ennesima discarica, visto che nel territorio (da Montichiari a Calcinato) i siti per lo smaltimento rifiuti abbondano. La capacità dell’invaso è notevole, pari a quella del Lago Moro in Valcamonica.
E non è l’unica opera per attenuare la grande sete dei campi irrigati dal Consorzio del Chiese: si sono conclusi in tempo anche i 26 milioni di lavori sui 13 chilometri della Roggia Lonata. Da Cantrina di Bedizzole fino




