
di Pietro Mella Bitti
Il presidente di Zest all’Open Innovation Summit 2026, organizzato da Il Sole 24 Ore e Zest alle Ogr: «Aziende pronte, ma serno risorse e occorre fare più sistema»
L’intelligenza artificiale è una grande opportunità per le imprese, ma la vera sfida è portarla dentro le piccole e medie aziende, rendendola uno strumento per tutti. Da qui parte Marco Gay, presidente esecutivo di Zest, intervenuto all’Open Innovation Summit 2026, organizzato da Il Sole 24 Ore e Zest alle Ogr di Torino.
Ai, il primato di Torino
«La grande sfida è avvicinare anche le piccole e medie imprese alle potenzialità di comprensione culturale e trasferimento tecnologico», ha spiegato Gay, sottolineando come a Torino il 25% delle Pmi abbia già adottato l’intelligenza artificiale, contro una media nazionale del 12%. Un dato che, secondo il presidente di Zest, testimonia la capacità del territorio di fare sistema tra industria, istituzioni, università e mondo dell’innovazione.
Per accelerare il processo, Zest sta lavorando anche sul fronte della formazione, attraverso iniziative come Skill Lab e corsi dedicati alla comprensione dell’AI. Ma la formazione da sola non basta. «Possiamo fare tanta formazione, ma se poi le imprese non hanno le risorse per usare queste




