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Moratti: «Se scoppia la bolla Ai nessuno potrà salvare le big tech, nemmeno il governo Usa. E nessuno è too big to fail»

di Francesco Bertolino

L’imprenditore: «Le elezioni di midterm hanno dimostrato che i titani tecnologici americani non sono più considerati miti ma totem da abbattere»

«Due fotografie spiegano meglio di mille analisi l’esito di queste elezioni», dice Angelo Moratti, che nelle ultime ore ha avuto modo di discutere della schiacciante vittoria dei democratici alle midterm con il gotha dell’imprenditoria, della finanza e della politica americane. «Nella prima si vedono Mark Zuckerberg, Larry Ellison, Elon Musk e gli altri titani tecnologici seduti a cena alla Casa Bianca che promettono a Donald Trump investimenti per centinaia di miliardi – descrive – nella seconda compare un agricoltore che deve pagare il doppio per fare il pieno di diesel al suo trattore e il figlio che deve indebitarsi per andare all’università senza sapere se il lavoro per cui si sta preparando esisterà ancora o sarà sostituito dall’intelligenza artificiale».

Cosa emerge dal confronto?
«Che Trump ha perso il contatto con la sua base elettorale. Ricordo che l’ondata Maga è figlia di due movimenti, il Tea Party e Occupy Wall Street. Entrambi sono nati all’indomani della crisi finanziaria per protestare contro un sistema che, dopo esser stato salvato nel 2008 dallo Stato con trilioni di

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