
di Simone Canettieri
La «mezza promessa» di FdI dopo il passo indietro al ministero
«Boh». Al quarto piano di Largo Chigi 19 non la vedono da diversi giorni. Da quando il marito, Gaetano Armao, è finito nei guai in Sicilia per una storia di presunte tangenti. Giusi Bartolozzi da giugno lavora qui: è la consulente giuridica (a titolo gratuito) del ministro degli Affari europei Tommaso Foti, vecchia guardia piacentina di Fratelli d’Italia. Un incarico — benedetto da Palazzo Chigi — arrivato a distanza di pochi mesi dalle dimissioni da capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Un segnale di attenzione? Di sicuro non di dimenticanza.
D’altronde l’uscita di Bartolozzi da Via Arenula non fu proprio spontanea: avvenne su richiesta della premier Giorgia Meloni — in compagnia del sottosegretario Andrea Delmastro e poi, con qualche resistenza, anche della ministra Daniela Santanchè — subito dopo aver perso il referendum sulla giustizia, lo scorso marzo. Da quel momento, e poi con la conseguente nomina a consulente di Foti, la voce di una possibile candidatura dell’«ex zarina» alle prossime elezioni politiche, con FdI, ha preso la forma del verosimile. E cioè il limbo tutto romano in cui galleggiano e




