La produzione di Fontina Dop ha tenuto anche nel 2026, nonostante la siccità abbia reso più difficile il lavoro negli alpeggi della Valle d’Aosta e aumentato i costi sostenuti dagli allevatori. È quanto emerso dal primo bilancio dell’anno tracciato dal Consorzio produttori e tutela della Dop Fontina, che ha segnalato volumi sostanzialmente stabili rispetto al 2025, in attesa dei dati definitivi. Lo scorso anno erano state certificate 353.048 forme, delle quali 61.924 di Fontina Dop Alpeggio, pari a circa il 18% del totale. Le prime indicazioni relative al 2026 hanno dunque confermato la tenuta della produzione valdostana, mentre sul fronte gastronomico il Consorzio ha acceso i riflettori anche sulle possibilità di valorizzare questo formaggio nell’alta cucina, attraverso interpretazioni contemporanee delle ricette della tradizione.
La produzione di Fontina Dop tiene nonostante la siccità e guarda all’alta cucina La siccità negli alpeggi e le difficoltà degli allevatori
A pesare sull’attività degli allevatori, come anticipato, è stata soprattutto la necessità di garantire l’approvvigionamento idrico in quota, con maggiori spese per la gestione dell’acqua e la cura dei terreni destinati al pascolo. Una situazione che ha richiesto alle aziende di adattare il lavoro




