
di Massimo Franco
Il Papa guarda già oltre, preoccupato dal prevalere di opposti estremismi
«Almeno un voto in meno a Donald Trump da qui è stato dato…». La battuta di un cardinale che vuole restare anonimo fotografa il filo di sollievo che si avverte in Vaticano dopo i risultati delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti. E il riferimento, probabilmente, è al Papa americano Robert Prevost, anche se nessuno sa come abbia votato per posta: si sa solo che a New Lenox, sobborgo di Chicago dove è registrato come elettore, hanno prevalso i dem sia alla Camera che al Senato. Ma, appunto, è un sollievo cauto, gonfio di preoccupazione per quello che potrà fare un presidente sconfitto e ferito politicamente e nel suo narcisismo.
L’augurio di Parolin
È un’incognita alla quale ha dato voce ieri il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, augurandosi che «prevalgano ragione e buonsenso». Il timore sussurrato è che vincano l’istinto della guerra e una ripresa dei bombardamenti contro l’Iran. Un fatto, comunque, è assodato: i cattolici americani che avevano optato in massa per Trump nel 2024, al 58 per cento, gli hanno voltato le spalle. E come avviene ormai da anni, il




