
di Cesare Zapperi
L’esecutivo ha deciso di impugnare la normativa sul suicidio assistito approvata dalla Regione nel settembre scorso
Il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge veneta sul fine vita approvata nel settembre scorso, così come aveva fatto in precedenza per le altre Regioni che si erano mosse su questa strada. Il ministro delle Riforme, Roberto Calderoli, ha votato contro: si tratta – il motivo – di una legge ordinamentale, a differenza delle leggi di Toscana, Emilia e Sardegna. Il vicepremier Matteo Salvini, riferiscono fonti informate, non avrebbe invece partecipato al voto. Il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, anche lui leghista, si è invece espresso contro l’impugnazione, sostenendo che si tratta di una legge ordinamentale che indica solo le linee guida attenendosi alle norme già in vigore.
Ad oggi sono cinque le Regioni che hanno approvato una normativa che regola il fine vita (la legge dovrebbe essere nazionale, come ha sollecitato più volte la Corte costituzionale): Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna, Umbria e Veneto. Il governo ha sempre impugnato le singole leggi. Ma finora si trattava di Regioni guidate dal centrosinistra. Il Veneto era la prima sostenuta dal centrodestra come il governo nazionale.
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