
La decisione dell’ormai ex dg arriva a poche ore dal provvedimento della delibera che lo ha sospeso, avviando l’iter per la decadenza
Questa volta ha deciso di dimettersi «per – si legge nella lettera inviata alla Regione – motivi personali». Ma come spiega il suo legale, l’avvocato Mario Malcangi, «lo ha fatto per sottrarre l’Ente da imbarazzi e permettere una gestione scevra da pettegolezzi e per consentire di tutelare adeguatamente in tutte le sedi i suoi diritti e le sue prerogative senza condizionamenti di sorta».
Finisce così l’avventura di Tommaso Stallone alla direzione generale dell’istituto oncologico Giovanni Paolo II di Bari, all’indomani della bufera scoppiata mediatica scoppiata sulla testata giornalista Quintopotere.it.
Interviste e video, realizzati dal blogger e già giornalista Antonio Loconte, da cui emergerebbe la intermediazione attiva da parte di Stallone per convincere aziende che hanno rapporti con l’oncologico ad effettuare alcuni bonifici nei confronti della onlus Casa di Quinto Potere. Un presunto piano, quindi, per evitare la ulteriore pubblicazione di servizi che evidenziavano possibili irregolarità in incarichi ricoperti dalla moglie. Sul caso anche la Procura di Bari ha aperto un’indagine conoscitiva che al momento non ha né indagati né ipotesi di reato.
E pensare che meno di 24 ore prima,




