
Le prossime mosse di una delle banche più radicate nelle zone del tessuto industriale italiano che va dal Veneto alla Lombardia, al Piemonte
Partiamo dai numeri che il Banco Bpm ha diffuso mercoledì scorso, l’esame della Banca centrale europea superato con ottimi voti. Il common equity Tier 1 ratio, il coefficiente che misura il livello di solidità patrimoniale degli istituti di credito, è al 14,02 per cento. Rapporto che salirebbe al 14,40% qualora venga incluso l’utile non destinato agli azionisti.
«I requisiti sono stati superati ampiamente», scrive la banca guidata da Giuseppe Castagna. È stato un percorso lungo di cura e rilancio quello che ha portato l’istituto di Piazza Meda a diventare una delle prede più ambite del panorama creditizio made in Italy. In sei anni la capitalizzazione di Borsa è salita del 1.400%, ha un modello di business con tutte le fabbriche prodotto.
Non c’è stata partita di risiko nella quale il crocevia non passasse di qui. La mossa di Andrea Orcel, con l’Unicredit per la conquista di Banco Bpm si è fermata una prima volta per la corsa del titolo in Borsa, poi per l’intervento del governo che ha indicato una serie di paletti e condizioni che hanno bloccato




