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Per Lega e M5S una strategia dei distinguo dagli alleati

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di Massimo Franco

Le richieste leghiste su pensioni e scuola, mentre il Movimento insiste sulla politica estera

È difficile non registrare e sottovalutare la conflittualità che sta prendendo corpo nei due schieramenti. Il governo è alle prese con uno scontro sempre meno larvato tra la Lega e gli alleati sulla manovra finanziaria. Col vicepremier Matteo Salvini deciso a piegare le resistenze di FdI e di FI sulla riforma delle pensioni: operazione al momento ancora in sospeso. Il tentativo sembra quello di far dipendere dal «sì» di Palazzo Chigi anche una minore rigidità leghista sull’Ucraina. Significa che il tema delle pensioni sta diventando materia di scambio elettorale.

Ma non solo quello. Quando il leader del Carroccio sostiene di essere stato tenuto all’oscuro sul taglio di settemila dipendenti del ministero dell’Istruzione, al di là dello stupore si fa strada una previsione: sui fondi al dicastero guidato dal leghista Giuseppe Valditara il partito prepara modifiche in Parlamento. Insomma, il testo emerso da Palazzo Chigi, e che sembrava vidimato da tutti, è già in discussione. Ricordare che esistono patti sottoscritti non basta a farli rispettare.

Se la «priorità della Lega» è la riforma delle pensioni, è quella che Palazzo

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