di Redazione Economia
Gli hacker avrebbero infettato il computer di un ingegnere con un malware per prendere il controllo degli strumenti interni della piattaforma
Gli hacker che hanno rubato la cifra record di 6,3 miliardi di dollari a Binance avrebbero utilizzato finti colloqui di lavoro e uno strumento interno di intelligenza artificiale compromesso per mettere in atto il colpo dello scorso 29 ottobre. A rivelarlo è la stessa società, che dal 2017 gestisce una delle più grandi piattaforme di scambio di criptovalute, secondo cui i criminali digitali avrebbero ottenuto l’accesso ai loro sistemi attraverso un procedimento suddiviso in più fasi, utilizzando diverse tecniche come il download di software dannosi sui computer degli ingegneri di Binance in modo da raggiungere il controllo degli strumenti necessari per svuotare i portafogli della piattaforma.
L’adescamento
In un post su X Binance ha pubblicato il primo rapporto dell’accaduto, definendolo «un incidente di sicurezza grave e altamente sofisticato che non sarebbe dovuto accadere». Emerge che l’operazione degli hacker sarebbe iniziata addirittura da giugno. Uno degli ingegneri è stato contattato tramite una piattaforma legittima per la ricerca di lavoro e invitato a finti colloqui di lavoro con falsi rappresentanti aziendali. Gli autori del reato avrebbero poi




