Home / Gastronomia / Nosiola, il vitigno a rischio estinzione che oggi si racconta in cinque interpretazioni

Nosiola, il vitigno a rischio estinzione che oggi si racconta in cinque interpretazioni

La trentina Valle dei Laghi, dove l’alito benefico dell’Ora del Garda si intreccia con le brezze provenienti delle Dolomiti, rappresenta da secoli un’oasi felice per la viticoltura. Stretta fra l’omonimo lago e il suggestivo castello, la Cantina Toblino di Madruzzo con i suoi oltre 500 soci e gli 800 ettari vitati dal 1960 rappresenta il player più importante dell’areale. Grazie all’accorta guida del presidente Paolo Ronnie Valenti e del nuovo direttore Denis Andreis la cantina ha instillato nuova linfa alla sua mission di valorizzare il patrimonio enologico del Trentino, associandolo con un costante sostegno tecnico ai soci e ad una sostenibilità a 360°.

Nosiola, il vitigno del Trentino che diventa bollicina e Vino Santo da meditazione Denis Andreis, nuovo direttore di Cantina Toblino

Il Progetto Nosiola: cinque interpretazioni del vitigno autoctono trentino

Lo dimostra il “Progetto Nosiola”, unico vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino, di cui la Toblino detiene ben il 50% della superficie vitata, ponendosi ad argine del rischio estinzione. Vitigno dalle caratteristiche uniche ma delicato e non produttivo come altri e a cui la Toblino riserva ben cinque declinazioni, unica realtà ad avere in catalogo così tante sfaccettature di Nosiola in purezza: dalla fragrante versione d’annata alle singolari

Tagged: