
TraderTraitor, il gruppo informatico legato all’intelligence nordcoreana, è accusato dall’FBI di una delle più grandi rapine digitali della storia. Nel mirino exchange e società di criptovalute: il denaro rubato alimenterebbe i programmi missilistici di Pyongyang.
L’FBI ha attribuito al gruppo nordcoreano TraderTraitor il gigantesco attacco informatico contro Binance, la maggiore piattaforma mondiale per lo scambio di criptovalute. Il furto, quantificato in 6,3 miliardi di dollari, rappresenta un’operazione senza precedenti per dimensioni. Binance ha dichiarato di avere già coperto il 95% delle perdite utilizzando risorse proprie e di avere ripristinato i prelievi domenica. Dietro questa incursione si nasconde un’organizzazione che negli ultimi anni ha accumulato un patrimonio criminale di dimensioni impressionanti, prendendo di mira exchange, società tecnologiche e investitori privati. TraderTraitor non ha una sede identificabile, un sito internet o portavoce conosciuti. È il nome utilizzato dalle autorità statunitensi per indicare un gruppo di hacker nordcoreani specializzato nel furto di criptovalute. Le società di cybersicurezza lo identificano con denominazioni differenti: Microsoft utilizza Jade Sleet, Mandiant, controllata da Google, UNC4899, mentre Palo Alto Networks parla di Slow Pisces. FBI, polizia giapponese e Dipartimento della Difesa americano impiegano questi identificativi per descrivere le attività della stessa organizzazione. La formazione appartiene alla rete




