
di Luigi Ippolito
La trattativa in vista del vertice Bruxelles-Londra del 20 novembre: ma la ripresa della mobilità giovanile non piace a tutti i britannici. E il premier Burnham spinge per riallacciare i rapporti con l’Europa, spaccando governo e partito
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – Londra mette sul piatto uno sconto sulle tasse universitarie per gli studenti europei: ma in cambio chiede di essere inclusa nel Made in Europe, lo schema protezionista che la Ue sta mettendo a punto per difendere le proprie industrie dalla concorrenza cinese.
È questo il do ut des attorno al quale sta girando la trattativa in vista del vertice euro-britannico in programma per il 20 di questo mese a Bruxelles: in quella sede si punta a rilanciare i rapporti fra la Gran Bretagna e la Ue dopo la Brexit, raggiungendo una serie di intese che vanno dall’agroalimentare alle emissioni fino alla mobilità giovanile.
Ma lo scoglio più arduo nella trattativa si è rivelato proprio il tema delle tasse universitarie. Dopo la Brexit, gli studenti europei, che prima pagavano le stesse rette degli inglesi, sono stati equiparati a tutti gli altri studenti internazionali: questo significa sborsare, invece del già salato conto di




