di Viviana Mazza
Il leader Usa si è speso come nessun presidente prima di lui per l’appuntamento con le urne di domani, ma la sua impopolarità potrebbe regalare la Camera e (più difficile) il Senato all’opposizione. Che cosa farebbero i dem con la vittoria e come reagirebbe Donald?
DALLA NOSTRA INVIATA
AUSTIN (TEXAS) – Domani è in gioco il controllo repubblicano su Washington. Sono in palio tutti e 435 i seggi della Camera, 35 dei 100 seggi del Senato e le poltrone di 36 governatori.
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Si è registrata un’impennata del voto anticipato: 54 milioni di americani si sono già recati alle urne o hanno votato per posta, secondo Nbc News, 7 milioni in più rispetto all’ultimo midterm nel 2022. L’entusiasmo sembra più forte tra i democratici: secondo dati degli Stati che raccolgono queste informazioni, finora hanno votato 10,7 milioni di democratici, 7,8 milioni di repubblicani.
In un clima politico sempre più cupo per il presidente Donald Trump (che ha un tasso di popolarità medio del 38%) e il suo partito, con l’aumento dei costi di generi alimentari e della benzina, la guerra con l’Iran e le preoccupazioni per la




