
di Luigi Ippolito
Il sovrano inaugurerà con un discorso il vertice del Commonwealth ad Antigua, ma è stato preso in contropiede dall’improvvisa apertura, fatta dal premier, alla possibilità di offrire scuse formali per la tratta degli schiavi che ha coinvolto in epoche passate la Gran Bretagna
Dal nostro corrispondente
Si è ritrovato in una posizione imbarazzante, re Carlo, dopo l’intervento del primo ministro Andy Burnham sulla questione dello schiavismo: il sovrano inaugurerà con un discorso, martedì, il vertice del Commonwealth ad Antigua, ma è stato preso in contropiede dall’improvvisa apertura, fatta dal premier, alla possibilità di offrire scuse formali per la tratta degli schiavi che ha coinvolto in epoche passate la Gran Bretagna. Finora la posizione del governo di Londra era stata di non cedere a richieste di apologie ufficiali, che potrebbero aprire la strada a riparazioni multimiliardarie, reclamate da tempo dai Paesi caraibici e africani. E così Carlo esprimerà il suo «sincero dispiacere», ma non andrà oltre: si è appreso che il re era stato informato delle intenzioni di Burnham, ma ha deciso di non modificare il suo discorso, anche perché, spiegano da Buckingham palace, le scuse formali spettano al governo, non al sovrano.
Quanto a Burnham,




