
Il sindaco sulla partecipata manifestazione organizzata dai sindacati di base. Il bilancio della polizia: un fermo preventivo (poi liberato) e 300 identificati
Le piazze di venerdì possono «cambiare il Paese», a patto che il movimento rimanga «non violento». Perché solo così può «crescere e avere ancora più consenso». Ne è convinto il sindaco Matteo Lepore commentando il corteo che ha attraversato la città rispondendo alla chiamata allo sciopero generale di Usb. Una manifestazione non violenta, sebbene il blocco della tangenziale non fosse autorizzato, che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a molti, visto che Bologna si era ormai abituata dopo i due precedenti sabati finiti in guerriglia.
E il giorno dopo il sindaco può rallegrarsi: «Credo che sia stata una giornata molto importante per la città e per il Paese per il grande numero di manifestanti che pacificamente si sono riversati nelle strade di tutte le città italiane». Lepore ammette che tre le «parole d’ordine» ci sono state anche quelle «critiche per la nostra amministrazione. Però di fronte alle critiche bisogna rispondere con maggior impegno e partecipazione, soprattutto bisogna unire chi oggi pensa che questo Paese debba cambiare governo. Farlo in modo non violento e pacifico credo che sia




