
di Claudio Bozza
I piani dei grandi ex, che puntano sulle preferenze. A destra c’è il caso dell’ex viceministra M5S, sostenitrice del Superbonus (vituperato da Meloni). Nel Pd Bonaccini e Nardella pronti a «rimpatriare» da Bruxelles
In politica l’eterno ritorno di Nietzsche non è la ripetizione perfetta dello stesso istante. È il ritorno di nomi, ambizioni e vecchie geometrie che si materializzano puntualmente quando la corrida elettorale sta per ricominciare. Il richiamo del Parlamento, soprattutto con Giorgia Meloni che guarda a un possibile voto anticipato a maggio, è diventato sempre più irresistibile. E così i veterani della politica hanno già iniziato a organizzarsi per la corsa elettorale. Da destra a sinistra. C’è chi è a Bruxelles, chi in Regione, chi è finito nel dimenticatoio ma continua a gestire pacchetti di voti — cosa non da poco con le preferenze previste dalla nuova legge elettorale — e chi è uscito da Rebibbia dopo un anno e mezzo di carcere, come l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. Tanti percorsi diversi, un obiettivo comune: tornare in Parlamento, l’arena dove si gioca la partita politica.
In casa pd starebbe scaldando i motori Stefano Bonaccini, presidente del partito e moltiplicatore di preferenze:




