
Dalle regole di governance, al coinvolgimento graduale dei figli nelle decisioni, all’affiancamento degli investitori istituzionali: le possibili istruzioni per l’uso
Preparare gli eredi prima ancora dell’eredità. È la sfida del grande trasferimento intergenerazionale di ricchezza già in corso in Italia. Oltre 300 miliardi di euro che passeranno di mano entro il 2033 in un contesto complesso, con i figli che preferiscono intraprendere percorsi professionali lontani dall’azienda di famiglia e una gestione del patrimonio che si fa più inclusiva, senza distinzioni di genere ed età. Un cambiamento che investe direttamente il private banking.
«È da tanti anni che si parla del più grande trasferimento di ricchezza della storia e direi che ormai ci siamo», spiega Lorenzo Palleroni, ad di Vontobel wealth management sim. Ma non è detto che i figli siano pronti a raccogliere il testimone. Anzi, negli ultimi anni si sono ampliati gli orizzonti personali e professionali delle nuove generazioni, rendendo meno scontata la scelta di prendere le redini dell’azienda di famiglia».
In gioco c’è la continuità d’impresa. «Vent’anni fa, senza passaggio generazionale, l’azienda di famiglia era a rischio – osserva Palleroni –. Oggi, invece, i private market offrono nuove opportunità». Accanto all’azienda c’è poi il patrimonio familiare. Negli anni sono




