
Toyota, per esempio, vende auto in Europa dal 1963 e oggi gestisce stabilimenti in diverse parti del continente, mentre Nissan, pur in netto ridimensionamento rispetto al passato, conta ancora sulla fabbrica inglese di Sunderland. Anche Suzuki ha una presenza industriale, con un impianto in Ungheria, mentre Mitsubishi si affida da anni all’alleato francese per assemblare veicoli in Europa.
I cinesi, invece, hanno ancora un’impronta produttiva estremamente limitata. Eppure stanno correndo a rotta di collo grazie a un’offerta particolarmente attraente, soprattutto in termini di prezzo.




