
di Carmine Festa
Il 27 ottobre 2021 l’ingresso in municipio, poco dopo lo choc di via Genova. Poi il patto con Draghi e gli obiettivi del Pnrr: «Ma la sicurezza va migliorata»
Sindaco Lo Russo, oggi sono cinque anni esatti da quando lei guida il Comune di Torino. L’esperienza è come la immaginava?
«Questa è la città in cui sono nato, cresciuto e continuo a vivere volentieri. Guidarla è un privilegio e una responsabilità enorme».
Il privilegio lo immagino. La responsabilità invece?
«La sento quando qualcuno mi ferma per raccontarmi un problema o una speranza. In quei momenti capisci quanto le nostre decisioni, anche piccole, incidano sulla vita delle persone e quanto la fiducia vada meritata ogni giorno».
Ricordi dell’esordio?
«Un profondo senso di smarrimento che provai il 18 dicembre 2021, poche settimane dopo l’insediamento, quando arrivai in via Genova dopo il crollo della gru che costò la vita a tre operai. In quei momenti senti tutto il peso della responsabilità di rappresentare una città ferita».
Poi c’era la coda del Covid…
«Avevamo anche i conti in dissesto e di fronte una grande sfida: le risorse del Pnrr. Soprattutto nei primi due anni abbiamo lavorato per restituire al Comune solidità e capacità




