
di Rinaldo Frignani
Piantedosi: «I controlli di prevenzione proseguano senza sosta»
Un principio base dell’ordine pubblico recita che «non è mai finita, anche quando sembra finita». Ed è quello che ieri Matteo Piantedosi ha fatto suo, confrontandosi con i suoi più stretti collaboratori all’indomani del successo del sistema di prevenzione adottato per neutralizzare in anticipo qualsiasi rischio di violenze e saccheggi nelle città italiane, come era stato invece annunciato da giorni sul web. Il ministro dell’Interno ha avvertito che — al netto della grande soddisfazione per la tenuta e l’efficacia dell’apparato di sicurezza, riconosciute da tutti — «non ci si può accontentare né illudere», e che l’attenzione deve rimanere sempre alta. Anzi, forse anche di più. Proprio perché nell’affrontare situazioni di ordine pubblico «è un errore pensare che sia finita».
All’orizzonte c’è subito la data del 30 ottobre, venerdì prossimo, con le iniziative di protesta organizzate in più città a margine dello sciopero generale indetto dal sindacato Usb contro guerra, riarmo e carovita. La preoccupazione è legata al fatto che — come hanno dimostrato i disordini del 17 e 18 ottobre scorsi a Milano e in alcune città del Nord, replicati solo in minima parte nell’ultimo fine




