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Pasta, prezzi in calo del 24% dopo i rincari record: ma a Udine costa il 74% in più che a Siracusa

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Secondo uno studio Crc-Assoutenti, il prezzo medio è passato da 2,13 euro al chilo nel 2023 a 1,59 euro nel 2026. Aosta guida i ribassi, mentre il Sud si conferma l’area più conveniente

Dopo i rincari record provocati dalla crisi energetica e dalla guerra in Ucraina, la pasta torna a costare meno. E non di poco. In Italia il prezzo medio di un chilo di pasta di semola di grano duro è diminuito del 23,7% tra il 2023 e la fine del 2025, passando da 2,13 a 1,63 euro. Una discesa proseguita anche nel 2026, fino a portare il prezzo medio stimato a 1,59 euro al chilo. Ma dietro la media nazionale si nasconde un’Italia divisa: a Udine la pasta costa quasi il 74% in più che a Siracusa, e le regioni dove se ne consuma di più sono anche quelle dove si paga meno.

A fotografare l’andamento dei listini è uno studio del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), realizzato insieme ad Assoutenti in occasione del World Pasta Day del 25 ottobre, sulla base dei dati Istat e dell’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy.

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