
Donald Trump li ha accolti nello studio ovale. La Conferenza espiscopale si dissocia. «Un atto altamente imprudente», lo definisce la teologa Cathleen Kaveny, del Boston College
Un gruppo di dodici vescovi cattolici attorno a Donald Trump nello Studio Ovale: alcuni gli posano una mano sulla spalla mentre l’arcivescovo di Denver James Golka guida una preghiera. La scena, ripresa giovedì e rilanciata ieri dalla Casa Bianca a dodici giorni dalle elezioni di metà mandato, fa discutere la Chiesa americana. Come riferisce il National Catholic Reporter, Washington ha reso noti i nomi dei partecipanti e difeso il presidente, rivendicando la sua azione a favore della libertà religiosa e degli attivisti antiabortisti. Ma la Conferenza episcopale Usa ha chiarito di non aver organizzato l’incontro e di non esservi coinvolta. Tra i presenti anche Mario Enzler, consigliere della Heritage Foundation, influente centro studi conservatore. «Un atto altamente imprudente», lo definisce la teologa Cathleen Kaveny, del Boston College, che vi vede il rischio di un sostegno elettorale. L’arcidiocesi di Denver replica che pregare per chi governa non equivale ad appoggiare un candidato. La scena arriva mentre molti vescovi criticano le politiche migratorie di Trump e il presidente dell’episcopato invita i fedeli a mettere «la fede




