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Volvo, la Cina pesa sui conti: in vista 2.500 tagli

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Il peggioramento dei bilanci, unito alle previsioni, ha quindi spinto i vertici aziendali a lanciare ulteriori iniziative di efficientamento rispetto ai piani di riduzione dei costi già completati negli ultimi anni.

L’obiettivo è ridurre spese indirette e variabili per 5 miliardi di corone: a tal fine è prevista una riduzione strutturale di circa 2.500 posti di lavoro a livello globale, di cui 2.000 in Svezia, tramite la cessazione di contratti di consulenza, il naturale ricambio del personale e pacchetti di incentivi all’esodo per i dipendenti.

Volvo, intenzionata in ogni caso a proseguire la sua offensiva di prodotto al 2030 (previste 13 novità, di cui tre in arrivo già nel 2027), ha spiegato che i nuovi risparmi saranno ottenuti non solo tramite un adattamento della forza lavoro agli attuali volumi di produzione, ma anche attraverso altre azioni: riduzione delle spese in ricerca e sviluppo, efficientamento della struttura produttiva (per gli impianti di Chengdu e Gand, per esempio, si sta valutando l’opzione dell’assemblaggio multimarca in collaborazione con Geely), taglio dei costi variabili (sarà ampliata la base di fornitori comuni con il gruppo cinese e sarà adottato un maggior numero di componenti standardizzati) e riduzione degli investimenti (l’azienda ha ormai superato il picco